Dall’apertura dei cancelli al nervosismo di Cobolli. Il Day 3 è già concluso!
“Hats on, hats on guys. If you don’t have your hat with you, leave immediately and go back to the office!” urla il capo della sicurezza al cancello principale sulla Church Road.
Se non avete il vostro cappello o non lo calzate, andatevene via immediatamente, “apriremo tra trenta secondi”. Gli addetti alla sicurezza sono schierati come soldatini, pronti a farsi gli affari vostri (ma anche gli affari dell’ordine pubblico) frugandovi nelle sacche che avete appresso per permettervi o meno l’entrata a Wimbledon.

La sicurezza all’ingresso in una foto d’archivio RDOsport
Alle dieci in punto, ecco che un uomo in smoking spalanca il cancello, mentre due addetti aprono quello di fronte, oltre la strada, che tiene ‘imprigionate’ le persone della coda notturna a dieci metri dall’arrivo.
Il day 3, come mi era stato suggerito da Roberto, l’ho voluto aprire con l’emozione assolutamente esclusiva del vedere l’apertura dei cancelli…dall’interno. In effetti è particolare vedere come le persone siano entusiaste nell’entrare nel conteggio degli spettatori dell’edizione 2026.
Passati i controlli, tutti letteralmente scappano verso il campo che hanno prescelto per accaparrarsi il posto migliore. Per osservare i dettagli dei fiori ci sarà tempo nel pomeriggio.

TUTTI SUL COURT NO. 2
Alle 11 sul campo numero 2 Naomi Osaka infonde la benedizione col kimono alla vittima Gasanova. Poi ecco Flavio Cobolli con Mariano Navone nel match sospeso ieri per oscurità. Sembrano due figurine rubate al biliardino. Uno biondo con la racchetta rossa, uno moro con la racchetta blu. Se le danno di santa ragione, quest’ultimo set è molto avvincente. Così tanto che Flavio, nervoso ed inmervosito, dichiarerà un atto di violenza nei confronti di suo padre (arrivederci, Stefano!) a fine incontro. Dall’assalto al garofano bianco del centrale di Parigi, strappato a morsi (stessa cosa successa a Barcellona nel 2024 con una pallina) al pugno dichiarato al papà, “anche se non ho deciso ancora con cosa, ma se vedete che domani avrà un occhio nero, saprete il perché”.

Cobolli, Barcellona 2024, mangia una pallina da tennis (foto © Rdosport & Marta Magni Images)
NON SOLO TENNIS A WIMBLEDON
Sul centrale intanto Nuno Borges, forse confuso dalla superficie in erba e dai mondiali in corso, aggravato dalla nazionalità condivisa con Ronaldo, ha deciso che la rete è il suo gol. Letteralmente. Ci manda pressoché tutti i punti decisivi del secondo set. Sinner vince a risparmio energetico “come volevamo fare io e il mio team”. Un corpo e un’anima con il proprio box.
D’un tratto dall’ufficio stampa si alzano urla e persone dalle sedie: l’Inghilterra ha segnato il pareggio contro la Repubblica del Congo. La domanda mi sorge spontanea: qualcuno ha mai visto Harry Kane e Lucas Pouille nella stessa stanza? Tutti in piedi! L’Inghilterra ha segnato il vantaggio all’85esimo!

Una foto d’archivio del francese Pouille…a Wimbledon – RDOsport
VIVA IL PARROCO!
Il tramonto, frettoloso di arrivare, sta regalando colori unici, con un azzurro intenso interrotto solo da qualche batuffolo di nuvole candide.
Si torna sul campo numero 2 dove c’è ancora una volta il derby Carreño Busta – Jodar, lo stesso che avevamo visto a Parigi. È proprio il caso di vedere come si comporta questo giovanotto dalle lunghe leve sull’erba.
Sono le 20:24 locali e da un’ora e mezza siedo sull’angolo del campo, quasi in piccionaia, per una vista magnifica sul campanile del quartiere di Wimbledon. Non so chi è che si aggira nelle vicinanze della chiesa ma le campane suonano a festa. Una melodia gioiosa, piacevole da ascoltare, nonostante irrompa nel sacro silenzio tennistico. Anche se alla (almeno) ventitreesima volta consecutiva, letteralmente, queste campane forse iniziano ad essere leggermente urticanti.

Jodar comunque rimane più infastidito dal tifo del pubblico per Pablo che dallo scampanellio. Quelle signore le ha proprio imbruttite al loro “Vámos Pablo” al cambio campo. Non capisco quanto sia chiaro al new-brand-Rafa che sta giocando su erba. Tira ancor più forte che sul cemento, pare voglia che la superficie cambi sotto i suoi colpi.

Feliciano Lopez e Pablo Carreno Busta Team Spain ATP CUP 2020 Sydney – foto di Roberto Dell’Olivo
In conferenza stampa Cobolli dichiara che questa di Wimbledon è un’erba già dai primi turni molto lenta e, a proposito del già citato Clerici, ecco che torna il famoso termine ‘Erba battuta’. Che a Jodar diremmo proprio che sia sconosciuto, visto che continua a tirare manco fosse un mulino ad acqua. Eppure le sue smorzate sono perfette. Ma quant’è bello vedere che questo diciannovenne fa i pugnetti al papà?

Rafa (foto © Rdosport & Marta Magni Images)
A proposito di ragazzo dalle lunghe leve e di papà, lo Tsitsipas-drama prosegue. Colui che sembrava uno dei predestinati della generazione Millennials cede rovinosamente al GOAT serbo. La terza giornata all’All England Lawn Tennis and Croquet Club finisce così prima delle 22 e va a compensare un po’ il Day2.
Tutti alla tube, forza. “Have a pleasant safe journey home!”…see you tomorrow, Wimbledon!