TOP

Dimitrov show a Wimbledon

La quarta giornata di Wimbledon parte sulla falsa riga della seconda. Il cielo ha difficoltà ad aprirsi, c’è qualche lacrima di pioggia, una buona arietta che con un qualcosa sulle spalle stai meglio che senza.

Il vento spazza via presto le nuvole, la giornata si apre con un bellissimo sole. Il berrettino oggi è di fondamentale importanza: con questa temperatura fresca la scottatura è assicurata.

BERRETTINI IN TESTA, BERRETTINI IN CAMPO

L’importanza di Berrettini si nota anche dal fatto che sia l’unico match maschile sul centrale.
Contro Arthur Fils Matteo sfodera dritti potenti, slice meravigliosi, tocchi morbidi che sembra abbia cotone al posto delle corde. Fils si dimostra un buon avversario, alternando anch’egli forza a delicatezza. Giocando anche dei rovesci in ginofelssione.

Arthur Fils nel recente titolo di aprile a Barcellona (foto © Rdosport & Marta Magni Images)

Matteo perde un set, ma vince la partita.

TRE PROTAGONISTI PER UN CAMPO

Un siparietto veramente simpatico sul Court No. 1 mentre Zverev si accingeva a giocare una seconda di servizio nel primo set contro Royer.
Mentre il tedesco palleggiava, ecco planare in campo, guarda caso appena la linea di servizio, uno di quei passerotti stravaganti neri e bianchi di cui avevo già accennato.

Dal saluto di Wawrinka al “Dove sei tu c’era Gianni Clerici”. I brividi del Day2 a Wimbledon

Se ne stava lì tranquillo e zompettante, ignaro ladro di scena dello stadio. I raccattapalle a rete si alzano, ma Zverev è più veloce di loro e lancia un pallonetto in direzione dell’uccellino che subito toglie il disturbo. Appena la palla tocca terra però l’occhio elettronico chiama l’out, scatenando le risate del pubblico. A cui Royer fa seguito, facendo finta di accaparrarsi il punto e cambiando lato di risposta.

Bellissime palle profonde del francese, ma sembra proprio che Sasha necessitasse del titolo per trovare veramente fiducia in sé stesso.

È GRIGOR SHOW SUL NUMERO 1

Sempre sul Court No.1 scende la magia di Grigor Dimitrov.
Tanto per dirne una, ha giocato una palla talmente tanto smorzata in risposta che Mensik, corso a rete per prenderla a tutta velocità…la supera.

Sembra un architetto, un geometra, un matematico, un chimico. Il bulgaro costruisce i punti con una maestria incredibile, millimetrica, sembra che calcoli gli steli d’erba per far star dentro le righe i rovesci. Si muove a passo di danza, volteggia e smorza. Serve ad uscire. Pare perda polevere di fata mentre corre sul manto verde. Come uno spadaccino inforca diagonali che infilzano il ceco.

Il campo uno rimbomba di applausi, fischi e urla ad ogni punto del classe ’91. Il tetto chiuso amplifica tutto, rendendo il suono ancora più emozionante. La luce del tramonto intanto si infrange sulle volte del tetto mentre i fari bianchi regalano un’atmosfera davvero incantevole.

Per ogni palla corta di Mensik, Dimitrov risponde con un lungolinea proprio sotto la racchetta avversaria. Ad ogni fucilata di dritto, una risposta fulminante.

La ballerina (nome volgare del passerotto nero di cui sopra, tra l’altro) bulgara regala anche una spaccata al pubblico.

A Wimbledon c’è il delirio: la folla è impazzita per le prodezze tennistiche di Dimitrov.

E lo spettacolo è appena servito! Berrettini-Dimitrov si appresta ad essere uno show che vale veramente il biglietto.

STAND UP COMEDY AL WIMBLEDON THEATRE

Ma a proposito di siparietti, si potrebbe definire una stand up comedy la conferenza stampa nel Wimbledon Theatre tenuta da Flavio Cobolli. “Non funziona, eh eh. Non funziona la macchina! – riferito all’occhio di falco -. No, ovviamente non è un alibi, sono sempre io che sbaglio e che dovrei starmene zitto anche in partita, che dico cose che in realtà non penso. Sono contento dell’occhio di falco anche se è provato che ha margine di errore. Ma sono sempre io che mi inc**** con me stesso o che mi inc*** con mio padre.” sembra un po’ Moutet quanto a linguaggio.

Flavio Coboldi h appena battuto Felix Aliassime (foto © Rdosport & Marta Magni Images)

Khachanov sarà un avversario difficile, è alto, tira forte…ci siamo incontrati prima nell’icebath e…già ci siamo mandati a cag***.” Si alza e se ne va tra le risate della sala. Ma prima di chiudere la porta non manca nel sottolineare: “ma scrivete che stavo scherzando però!”

Sipario sulla quarta giornata del Main Draw inglese.

Rispondi