Da figlio a padre: la passione per la pallamano dei De Marco
Dalla pallacanestro alla pallamano per amore del proprio figlio. Alessandro De Marco è ormai da tre anni un dirigente della Pallamano Belluno. “Adoro il basket, ho sempre seguito la squadra della mia città Trieste, anche se da noi l’handball è sempre stata molto in voga. Mio figlio invece, nato e cresciuto a Belluno, si è appassionato presto alla pallamano.” De Marco si è trasferito per lavoro ai piedi delle Dolomiti.
“Ho cominciato a dare una mano alla società accompagnando i ragazzi nelle trasferte, anche ad un torneo a Campo Tures in Alto Adige. Il passaggio nel ruolo di dirigente è stato quasi automatico. Piano piano ho capito qualcosa di più di questo sport a me pressoché sconosciuto.”

Il gruppo della Pallamano Belluno presente a Campo Tures. Tra i dirigenti anche Alessandro Di Marco riconoscibile in piedi con gli occhiali da sole
Prosegue il dirigente: “A Lorenzo piace molto l’idea del gioco, di stare in un gruppo ed il progetto ‘Giochiamo’ presentato a scuola è stata l’occasione giusta per cominciare. La pallamano è servita a vincere la sua timidezza, il suo essere ansioso. Presto è diventato il suo primo e unico sport. Non nascondo che ho provato ad indirizzarlo al basket. Ma quello per la pallamano è stato un autentico amore a prima vista che ha contagiato anche me.”
Poche settimane dopo la sua prima esperienza, a 9 anni Lorenzo ha iniziato a fare sul serio insieme al tecnico Darko Pranjic.

Alla Spes Arena di Belluno Darko Pranjic insegna pallamano promozionale ai più giovani (©rdosport)
“Ci sono stati anche altri bravissimi allenatori, fino all’arrivo di Filiberto Kokuca. Il lavoro che i ragazzi stanno facendo con lui è davvero di altissimo livello – ci tiene a sottolineare De Marco – La timidezza d’incanto non esiste più, Lorenzo gioca anche con le categorie più grandi, sta benissimo nel suo gruppo, che è molto unito e bello da vedere in campo.”

Dirigenti e genitori accolgono il nuovo tecnico Kokuca (foto Rdosport & Marta Magni Images)
Si tratta della squadra under 14, che guida la classifica del girone B di Veneto e Friuli Venezia Giulia, con all’attivo 13 punti in 7 partite. Tutte vittorie, a parte un pareggio in casa contro Paese.
“La società sta investendo molto sul settore giovanile. L’obiettivo è riuscire ad avere una prima squadra competitiva di bellunesi. Sono contento che il Presidente Ortese abbia questa prospettiva.”

La formazione U14 insieme a Kokuca e all’ex nazionale Flavio Messina (foto © Rdosport & Marta Magni Images)
In effetti ci sono già diversi giovani locali del gruppo under 16 convocati anche per gli stage della Nazionale.
“In provincia la difficoltà maggiore è l’assenza di istituti universitari. Se penso a mio figlio – continua nella sua disamina De Marco – credo che lo scoglio più grande potrà esserci dopo aver ottenuto il diploma. Sarà difficile continuare a giocare a Belluno se la sua scelta di studio lo porterà lontano.”

L’under 16 Pericle Corte De Checco al tiro in una partita di campionato (foto © Rdosport & Marta Magni Images)
Qualcosa di comune a tutte le realtà sportive del Bellunese. “Una soluzione può essere quella di riuscire ad anticipare i tempi di crescita dei ragazzi. Devono diventare forti prima dei 18 anni, allora sarà difficile per loro abbandonare la pallamano. Magari non giocheranno a Belluno, poi però potrebbero ritornare in seguito da protagonisti.”

Gruppo under della Pallamano Belluno stagione 2025-26 seguito dai tecnici Filiberto Kokuca e Stefan Manojlovic (foto © Rdosport & Marta Magni Images)
La pallamano fa più fatica di altri sport a trovare spazio. “I ragazzi non vedono la pallamano in tv e mancano dei punti di riferimento. Gli sforzi per avere direttamente a Belluno una prima squadra importante come la nostra (reduce da una promozione e una finale per salire in A1, ndr) è di vitale importanza per la crescita del nostro movimento.”

Pallamano Belluno Serie A Silver stagione 2025-2026 (foto © Rdosport & Marta Magni Images)
Tra le iniziative in questa direzione c’è proprio quella di De Marco dell’organizzazione della trasferta nella sua Trieste. Un pullman da 50 posti è già pronto per vedere la nazionale italiana impegnata all’Epifania contro la Romania in un match di preparazione ai prossimi europei in Svezia.

L’Italia ai mondiali di inizio 2025 a Herning in Danimarca contro l’Algeria (foto © Rdosport & Marta Magni Images)
“Proprio prima del match degli Azzurri, giocheremo a nostra volta un’amichevole ufficiale under 14 contro Trieste. Sarà un’esperienza unica per i nostri ragazzi giocare sul taraflex della nazionale.”

Il capitano azzurro Andrea Parisini al tiro nel match di qualificazione agli Europei contro la Lettonia giocato ad Oristano (foto © Rdosport & Marta Magni Images)
Quanto è faticoso al giorno d’oggi ricoprire l’incarico di dirigente di una società sportiva? “A tratti assume i contorni di un secondo lavoro. La nostra squadra si sta per fortuna ingrandendo. Ogni gruppo ha ora il suo responsabile e ci aiutiamo l’un l’altro. Il momento più complesso è quello d’inizio stagione quando si devono predisporre gli orari delle palestre ed i calendari. Il computer non lo spengo mai prima di mezzanotte, per la gioia anche di mia moglie. Ogni volta dico è l’ultima volta, ma poi vai a vedere i ragazzi giocare e la passione torna a prendere il sopravvento. Credo che anche se mio figlio decidesse di non giocare più continuerei a fare quello che sto facendo. Alla fine, ma non ditelo a Lorenzo, mi sto davvero appassionando a questo sport.”