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La giovane Italia illumina Napoli: lampi Cinà, sorpresa Bondioli

Napoli, ma potremmo dire tutto il Sud Italia ha fame di grande tennis. Nell’epoca d’oro dello sport della racchetta, sulla scia dei trionfi di Sinner e dei grandi risultati di Musetti, Paolini, Berrettini etc la domanda di tennis é alle stelle.

Castel dell’ovo ed il Vesuvio come si vedono dalla zona del Tennis Club Napoli (foto © Rdosport & Marta Magni Images)

Il tennis Napoli quattro anni fa riuscì a strappare una data al circuito internazionale per ospitare un Atp250 in autunno, ma la necessità di trasformare gli storici campi in terra in cemento complicò i piani: la finale tutta italiana vinta da Musetti su Berrettini concluse in gloria il torneo, tornato però dall’anno successivo in calendario in primavera sull‘amato rosso.

Primo piano di Lorenzo Musetti (foto © Rdosport & Marta Magni Images)

E così in una settimana di spalti gremiti al limite della capienza con un entusiasmo straordinario a volte inquinato da mandrie di scommettitori incalliti, Napoli ha individuato il nuovo beniamino in Federico Cinà, diciottenne accompagnato dall’aura del predestinato sin dai primi passi nel circuito.

Federico Cinà – Foro Italico Roma 2025 (foto © Rdosport & Marta Magni Images)

Circuito che in verità Federico ha preso a frequentare già in fasce, perché papà Francesco é stato lo storico allenatore di una leggenda del tennis azzurro, l’ex numero 7 del mondo Roberta Vinci, dieci titoli in carriera, una finale agli Us Open 2015 persa nel derby con Flavia Pennetta, dopo aver fermato Serena Williams ad un passo dal grande slam, cinque major in doppio in coppia con Sara Errani e quattro Fed-Cup in maglia azzurra.

Roberta Vinci e Serena Williams al Roland Garros (foto archivio  © Rdosport & Marta Magni Images)

Cinà ha giocato un buon torneo nonostante un problema ad una caviglia, arrendendosi ai quarti all’ucraino Sachko. Non indosserà la maglia di Scott McTominay come promesso in caso di vittoria ma ha confermato le qualità che lo hanno già portato a ridosso dei primi 200 del mondo, con praticamente poco più di un anno di match sul tour. Grande diritto, servizio vario, ottime capacità difensive ed un’attitudine da giocatore già navigato. Difficile dire dove potrà arrivare ma i presupposti per una grande carriera ci sono tutti, fermo restando che il metro di paragone per tutti i giovani italiani non può e non deve essere un alieno come Jannik Sinner.

Cinà tra i giocatori preferiti dai tifosi napoletani nel cha;ennger organizzato nella città partenopea questa settimana (foto © Rdosport & Marta Magni Images)

Il torneo ha poi portato alla ribalta un altro ventenne azzurro che promette battaglia: Federico Bondioli é giunto a Napoli da numero 437 del mondo e ha raggiunto la prima semifinale a livello Challenger in carriera, fermandosi solo al terzo set dinanzi alla caratura superiore del numero 1 del torneo e 55 del mondo Daniel Altmaier. Uno, per intendersi, che un certo Sinner lo ha battuto al Roland Garros di qualche anno fa…

la testa di serie numero uno di Napoli Altmaier stringe la mano a Sinner dopo averlo battuto sul Suzanne Lenglen di Parigi (foto Rdosport Marta Magni Images)

Il mancino ravvenate, allenato da Federico Buffagni, è un Sonego in divenire: grande coraggio, lunghe leve, fisico longilineo e la capacità di aizzare il pubblico con scambi di pura lotta. Se riuscirà ad aggiungere un po’ di muscoli al suo fisico e al suo tennis potrà fare strada anche nel tennis di più alto livello.

Piccoli talenti azzurri crescono insomma, senza l’assillo di divenire il nuovo Messia del tennis italiano, perché quello, per fortuna, c’è già. Ma nell’era aurea del tennis tricolore c’è spazio per tutti e per aggiungere qualche altro posto alla tavola del successo.

Comments (1)

  • Carla da Torino

    È bello sapere che non c’è solo Sinner, per quanto meraviglioso e invincibile, ma una fioritura di giovani talenti che io ho conosciuto tramite l’ articolo che ho letto. Ottimo lavoro, segnalarli e farli crescere nell’ attenzione del pubblico. Bello anche che tutto ciò susciti l’ entusiasmo di una Napoli non solo votata al calcio, ma piena di interessi ! Bene !

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