Esplosività e tenacia: alla Esseti Basket Terni arriva Mattia Bassetti
Mattia Bassetti è il nuovo playmaker della Esseti Basket Terni. Il venticinquenne proviene dalla Serie B interregionale del Vasto Basket dopo esser stato in forze alla Dukes Sansepolcro in Serie C (273 punti in 19 presenze), sempre nella passata stagione. Nel suo palmares spicca la vittoria di un campionato in serie C con il Costone Siena.
Il basket fa parte del DNA del giovane toscano, nato ad Arcidosso (in provincia di Grosseto) il 26 dicembre 2000, che si è accostato alla pallacanestro già all’età di cinque anni.
In questi giorni è impegnato in un campus nelle Marche, a San Benedetto Del Tronto. “Sto facendo da istruttore, ma quando i ragazzi se ne tornano a casa, comincio ad allenarmi da solo.” Un mancino terribile. Mattia è uno che non hai mai perso tempo, capendo fin da subito quanto costa l’impegno per raggiungere obiettivi importanti. “Tutti dicono che sia un vantaggio. In campo, ammetto, non me ne accorgo poi troppo. Poi però le volte che mi riguardo in video mi fa davvero strano!”

(grafica © Rdosport & Marta Magni Images)
D’altra parte se madre natura ti fa crescere ‘solo’ fino ad un metro e ottanta, qualcosa ti devi pur inventare per farti valere nel mondo del basket.
“Mio padre avrebbe preferito giocassi a calcio, ma fin da subito mi sono innamorato della pallacanestro. Quando avevo 9 anni l’ho accontentato con un provino, ma non era assolutamente il mio ambiente. Non importa quanto fossi alto o piccolo. A me è sempre piaciuta la palla a spicchi.”
Per Mattia non è certo un problema ammettere “Sono sempre stato piccolo, anche quando ero piccolo! Ma se mi dici che sono piccolo, allora è lì che tiro fuori il massimo per farti capire il mio valore.” Play per necessità, guardia per vocazione. “All’età di circa 15 anni ho iniziato un lavoro specifico con il mio allenatore di quel tempo per perfezionare il tiro da fuori. Ce l’avevo nel sangue, il tiro, ma comunque necessitavo di qualche miglioramento. Mano a mano ho acquisito sempre più velocità nel movimento dei piedi e delle gambe. Anche grazie a quell’anno di atletica che ho fatto durante la pandemia, non potendo giocare a basket.”

“Sono sempre stato piccolo, anche quando ero piccolo!” Mattia prova una delle prime maglie da basket.
Un percorso in parte in salita. “Come quella volta che mi hanno scartato dalla selezione provinciale dicendomi in faccia: ‘Mattia sei bravo, ma sei troppo piccolo’. In quella occasione preferirono Daniele, ben più alto di me. Me ne feci una ragione. Sono piuttosto testardo e questa frase che mi sono sentito dire spesso non mi ha mai abbattuto, ma spronato a fare qualcosa di più. Fu così che quando in un match a Monte Murlo con l’Under 19 incontrai proprio quell’allenatore delle selezioni, me lo ricordo benissimo, gli feci 51 punti contro. Tanto che a fine gara mi disse ‘ti devo offrire un caffè per quella volta che ti dissi di no!’”
Ma poi quel Daniele che fine ha fatto? “L’ho incontrato qualche settimana fa ad un torneo. Gioca in terza divisione, ma di fatto ha mollato con la pallacanestro.” Mentre il piccolo grande Mattia, che ironia della sorte fa di cognome Bassetti, di strada ha iniziato a farne davvero tanta. Nel vero senso della parola.
“Per giocare a Siena facevo il pendolare. Fino alle 17 ero a lavoro, un panino al volo per pranzo e di corsa si andava ad allenamento. Per non parlare delle trasferte infrasettimanali: a casa non arrivavo mai prima delle 2 di notte. Una stagione intera così, ma quell’anno abbiamo vinto il campionato di serie C.”

Mattia pronto al tiro da fuori con il San Sepolcro – archivio personale
Diplomato ad un istituto professionale, Mattia ha imparato anche l’artigianalità dell’idraulico, mentre ora è iscritto all’università di scienze motorie. “Guadagnare qualche soldino fa comodo a tutti, ma sentivo non era quella la mia strada. In Prima Divisione nel 2022registrai una media di 27 punti a partita, tanto che mi chiamarono a fare qualche allenamento con una squadra di A2. È lì che mi spinsero a trovare un procuratore. Da quel momento qualcosa è cambiato.” L’importanza di trovare delle buone persone durante il proprio percorso ha un peso specifico davvero notevole.
“Sono stato fortunato. Anche se l’inizio è stato complicato. Ho scommesso su me stesso, licenziandomi. Volevo essere pronto per il mondo del basket professionistico. Mi sono detto ‘chi è che cerca qualcuno che di mattina lavora e si allena solo nel pomeriggio?’.

Mattia Bassetti in maglia Sambenedettese, una sua foto d’archivio
Così ho fatto le valigie e sono partito per San Benedetto del Tronto, di nuovo in serie C. Successivamente ho voluto tornare vicino casa e sono andato a San Sepolcro, giusto al confine con l’Umbria, sempre in C.” Ed a suon di canestri l’approdo in B Interregionale con il Vasto Basket. Fino all’accordo con il Terni. “Una società seria che vuole fare le cose per bene. Non conosco ancora nessuno ma il mio procuratore conosce molto bene l’allenatore. Sono in una botte di ferro.”
In Umbria inizia un altro capitolo della tua vita cestista. “Il mio sogno è poter firmare entro tre anni un contratto importante. Per riuscirci bisogna continuare a lavorare giorno per giorno.”
Non ci resta che vederlo in azione al PaladiVittorio nella prossima stagione della Esseti Basket Terni. Dalle premesse ci sarà davvero da divertirsi.