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Al palleggio c’è anche la marchigiana Gaia Amatucci

Sarà la prima volta in assoluto in Sardegna per Gaia Amatucci, la giovane marchigiana chiamata dal direttore sportivo Antonella Frediani per ricoprire il ruolo di secondo palleggiatrice.

Vent’anni compiuti il 21 luglio e tanta voglia di crescere, imparare, mettersi in gioco.

Gaia Amatucci con la maglia della Pallavolo Alsenese Piacenza

“Sono emozionata di far parte del nuovo gruppo della Pallavolo Capo d’Orso, sono molto carica. Tutti mi hanno parlato benissimo di Palau e della sua gente. Inoltre ritrovo anche la mia amica Chiara Martinato. Con lei abbiamo passato una stagione a Modena in B2.  L’ho sentita al telefono e le ho detto che ero stata contattata per arrivare in Sardegna. ‘Ci sei anche tu, vero?’ le ho chiesto. Mi ha parlato troppo bene dell’ambiente in generale. Ero già convinta, ma le sue parole hanno tolto ogni possibile dubbio.”

Chiara Martinato. Con Gaia Amatucci sono già state compagne di squadra con il Volley Modena (foto © Rdosport & Marta Magni Images)

Gaia ha incominciato a giocare a pallavolo a 6 anni, cresciuta vicino casa con il Pagliare Volley. “Mi hanno formato in tutto e per tutto, ho passato 10 anni con loro fino ad esordire anche in Serie B1.”

Poi la partenza direzione nord. A 17 anni a Modena in B1, giocando anche l’under 18 regionale. “Un’esperienza incredibile. Ho conosciuto lì uno dei miei idoli Francesca Ferretti (ex nazionale nel ruolo di alzatrice) che ricopriva il ruolo di direttore sportivo. Tanta roba davvero.

Gaia Amatucci al palleggio (Foto archivio Amatucci)

La pallavolo nel cuore: sia in campo che fuori. “Andavo matta per un giocatore americano, Micah Christenson (bronzo alle olimpiadi di Parigi ed ora in forza al Verona, ndr). Tra le mie esperienze più belle c’è quella al campus estivo per 4 anni insieme a Manu Benelli (una vera icona del volley nazionale con 325 presenze ed un bronzo europeo ottenuto nel 1989, ndr).”

Gaia Amatucci insieme a Manuela Benelli

A Verona sei rimasta comunque una sola stagione. “Dovevo finire gli studi, prendere la patente…così sono tornata vicino casa dove ho giocato un anno in serie C da titolare, in Abruzzo a Tortoreto.”

Per poi rifare le valigie. “Mi ero trovata troppo bene a Modena, volevo provare un’altra realtà nel centro nord. Così sono arrivata a Piacenza in B2. Una stagione in cui ho giocato ed ho imparato molto.”

Tocco sotto rete per Gaia Amatucci

Ora invece ti aspetta un volo direzione Palau. I miei genitori e la mia sorellina più piccola, che 16 anni ed è anche lei pallavolista, speravano forse in una destinazione meno lontana. Ma mi hanno già avvisato ‘Aspettati che arriviamo tutti a vederti in azione!’ mi hanno detto. Intanto mia zia, in vacanza in Sardegna, ha voluto passare proprio per Palau a vedere dove sarei andata a vivere e mi ha dato il suo benestare. ‘È una città molto carina, ti troverai sicuro molto bene.’  Mi ha mandato tante fotografie, ma Palau un po’ la conosco già, vi seguo dall’anno scorso. Con Chiara (Martinato, ndr) siamo rimaste sempre in contatto e vederla lungo mare al sole d’inverno, mentre mi trovavo immersa nella nebbia di Piacenza, mi ha fatto morire d’invidia!”

Il Pala Andreotti sede di gioco della Pallavolo Capo d’Orso Palau (foto © Rdosport & Marta Magni Images)

“Il mio primo obiettivo – conclude Amatucci – è mettermi a disposizione della squadra, dare il mio contributo in campo sia in partita che ovviamente in allenamento. Ho ancora molto da imparare ed avere compagne di grande esperienza sarà davvero un privilegio ed un’occasione da sfruttare al massimo.”

Partenio, Michelini, Felappi, Martinato ed ora Amatucci, l’organico palaese della prossima stagione sta diventando sempre più chiaro. Ma la campagna acquisti attenzione: non è ancora finita.

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