Giovanni Carenza è la prima conferma della Esseti Basket Terni
La prima conferma in casa giallonera arriva con Giovanni Carenza.
L’ala grande di 36 anni è (per ora) il giocatore più esperto del roster Esseti Basket Terni. Alla seconda stagione ternana, dopo un campionato lungo ed intenso con una promozione appena sfiorata, è pronto a rimboccarsi le maniche e a lavorare sodo per continuare a portare in alto il nome della squadra.

Carenza nel pre gara ternano (foto © Rdosport & Marta Magni Images)
“Come dice il Presidente Carli, non parliamo del passato.” C’è ancora un po’ di amarezza per il finale di stagione. “Perdere in finale fa comunque parte del gioco. A volte penso alla delusione dei miei avversari nella finale di due anni fa, quando ho invece vinto ad Avellino. Era la serie finale per la promozione in A2. Eravamo sotto 2-0, ma ecco la rimonta incredibile fino al 3-2 finale. Si impara sempre qualcosa.”

Carenza al tiro (foto © Rdosport & Marta Magni Images)
Dall’amarezza di una sconfitta, alla ripartenza con il ripescaggio in serie C in effetti la strada è stata breve.
Certo però non si può non parlare del passato remoto di Giovanni Carenza. Di cose da raccontare ce ne sono tante da scrivere un libro intero. Abbiamo scelto solo alcuni momenti a nostro avviso i più rappresentativi. Dai primi passi con il pallone a spicchi al parco accompagnato da papà Mario.

Carenza unstoppable anche con il polso rotto (foto © Rdosport & Marta Magni Images)
DALLE ORIGINI…
“Anche mio padre giocava a pallacanestro, in Puglia dove sono nato (a Castellaneta in provincia di Taranto il 19-9-1988) ma con il mio arrivo aveva poi deciso di smettere. Credo di esser nato con la pallacanestro già bella incisa nella mia anima. Per un anno ho fatto calcio, nuoto e basket, tutti questi sport insieme, ma solo la pallacanestro mi regalava tanta felicità.”
202 centimetri per Carenza, già grande anche da piccolo.

Il sognatore Giovanni (foto © Rdosport & Marta Magni Images)
“Sono cresciuto in particolare tra i 10 e 14 anni, passando da 180 a 196 cm.” Una crescita a dir poco esplosiva. “Che mi ha creato qualche fastidio alle ginocchia. Mia mamma mi ricorda sempre che mi veniva la febbre ogni volta che crescevo. Io ero contento perché di conseguenza non andavo a scuola. Ma soprattutto mi piaceva la prospettiva di avere qualche centimetro in più. Ma anche oggi mi piacerebbe essere ancora più alto. I centimetri nel nostro sport non sono mai abbastanza.

Mai domo, Giovanni, nonostante il dolore (foto © Rdosport & Marta Magni Images)
Più scendi di categoria, tra l’altro, più devi essere pronto fisicamente, a ricevere e anche dare qualche bottarella.”
A proposito di colpi e di infortuni, difficile trovare qualcuno che non abbia subito qualche infortunio durante la propria carriera. E anche Carenza non ne è esente.

Carenza al palleggio col polso rotto (foto © Rdosport & Marta Magni Images)
“Problemi seri al tendine d’Achille destro Per recuperare ci ho messo quasi 5 anni. Ancora adesso da quella parte non rendo proprio al massimo, ti resta dentro una sensazione di insicurezza con cui devi imparare a convivere.”
…ALL’OGGI
E proprio la stagione scorsa, a febbraio nella partita contro Ellera, il polso sinistro si rompe. Ma clamorosamente non ti ha fermato nella parte finale del campionato. “C’era da capire il momento. Non ci si poteva tirare indietro per cui con grandi precauzioni ho dato tutto quello che avevo. Certo, giocare praticamente con una mano sola è davvero complicato. Pensa ad un calciatore in campo con una gamba sola.”

Carenza protegge con il busto la palla (foto © Rdosport & Marta Magni Images)
Ma adesso come stai? “Mi sono operato a fine luglio. Intervento riuscito, tutto ok. Mi sono operato a Terni dal dottor Braghiroli. Ho il tutore da portare per 6 settimane, poi inizierà la fase di riabilitazione Conto di essere in campo il prima possibile, ma preferisco non dare delle date certe. Quello che è sicuro è però la mia presenza fin dal primo allenamento della nuova stagione.”
Una regola non scritta che per Giovanni è davvero troppo importante. “Credo che essere presenti anche se infortunati agli allenamenti sia un segnale fondamentale di appartenenza ad un gruppo. In anni di professionismo mi sono abituato in questo modo. Ci sono mille modi in cui puoi dare una mano al tuo allenatore e ai tuoi compagni, anche quando non puoi giocare.”
Un esempio, un modello per tutti, Carenza a Terni sta continuando ad inseguire un sogno che è iniziato fin da bambino, quello di essere un giocatore di basket.

(grafica © Rdosport & Marta Magni Images)
Qualcosa in comune con il presidente del club ternano, Federico Carli. “La sua visione del basket a Terni la sua ambizione, il suo sognare in grande, sono i veri motivi per cui ho firmato per questa società. Dopo un campionato vinto in serie B ad Avellino doveva esserci un progetto serio per farmi spostare da dove mi trovavo.”
…PASSANDO DALL’AMERICA
Una vita in continuo movimento quella di Carenza. Da piccolo subito trapiantato dalla Puglia a Reggio Emilia e poi il grande salto nella Grande Mela.
Quale sogno più grande ci può essere per un cestista se non quello di trasferirsi negli Stati Uniti a studiare dai più bravi, grazie tra l’altro ad un padre che ha fatto di tutto per rendere reale questo sogno?
“A soli 15 anni, quando ormai ero alto già 195 cm, mi trovo così alla High Street School di New Jersey. Un treno da prendere tutte le mattine, il ritorno tardi a casa alla sera.”
Nel traffico dell’hinterland di una città come New York, non propriamente la cosa più semplice del mondo.

(foto © Rdosport & Marta Magni Images)
“In effetti ha dell’incredibile a ripensarci. Non ti nascondo che c’è ancora un po’ di nostalgia. Ma quando stai dentro la tua storia, non te ne rendi conto. È stato davvero un viaggio incredibile.”
D’altra parte se il tuo idolo da bambino si chiama Michael Jordan la strada non può che essere segnata. Di sicuro tra i poster nella cameretta di Giovanni ci dev’esser stato. La prova? Il nome dato a suo figlio, nato proprio durante la prima stagione in giallonero. Vanessa e Giovanni lo hanno chiamato Michael. “Sì, non come Corleone! – dice ridendo Carenza – Michael è l’emozione, il regalo più grande della mia vita. Lo cercavamo da tempo e alla fine è arrivato. I suoi sorrisi hanno il potere di fare passare tutti i problemi in secondo piano.”

La grafica della Esseti Basket e Union Basket per la nascita di Michael a febbraio (Rdosport & Marta Magni Images)
La famiglia al centro della vita di Giovanni Carenza, quella di origine prima, papà mamma e Vittorio, il fratello più piccolo, anche lui ad accompagnarlo negli Stati Uniti. Ed ora Vanessa e Michael.
In mezzo il basket: in serie A2 con le maglie di Roseto, Agropoli, Orzinuovi e Chiusi, poi in serie B con l’Umana Chiusi e l’Avellino Basket.
Il sogno di giocare che continua ad essere una realtà anche a quasi 37 anni.
“Sono sempre stato ambizioso. Ora datemi il tempo di rimettere a posto il mio polso e poi vi prometto che recupereremo il tempo perduto. Sono venuto a Terni per continuare a sognare…e possibilmente anche vincere.”

Giovanni e Michael al Pala Di Vittorio