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COS’E’ PER ME LA PALLAVOLO?

Se in un piccola provincia  c’è una squadra che gioca in serie A1 quando tu hai 16 anni, difficile rimanere indifferenti. Pensare di giocare era praticamente impossibile vista la mia altezza e che ancora non esisteva il ruolo del libero,  allora decisi di raccontare le gesta della squadra per radio, oltre ad iscrivermi al corso arbitri, un percorso che durò 10 anni e che mi ha regalato molte soddisfazioni. Da allora la pallavolo si è impossessata di me. Ho ricoperto anche altri ruoli, tra i tanti quello di presidente del Comitato FIPAV di Belluno. Poi, dopo una pausa di qualche anno, eccomi di nuovo pronto a raccontare storie di passione legate al volley.

Cuba contro Serbia MONDIALI ROMA 2010 – foto di Roberto Dell’Olivo

RDOSPORT vuole esser proprio questo, il racconto di  storie di passione  e questa sorta di lettera d’amore  mi è proprio piaciuta e ve la voglio proporre così come è stata ideata da un amico del volley  PAOLO SCANDIUZZI, tecnico della PALLAVOLO MORIAGO, che ha tra l’altro incrociato più volte nella sua carriera fatalità la PALLAVOLO FELTRE.

Paolo Scandiuzzi – allenatore Volley Vidor Moriago

Penso che in tanti si possano identificare in queste righe dedicate alla pallavolo, ma che potrebbero andare altrettanto bene anche per qualsiasi altro sport che sia entrato prepotentemente nella vostra vita, con questa PASSIONE che ci prova a trasmettere Paolo.

Buona lettura.

Cos’è per me la PALLAVOLO?

Per spiegare che cos’è non bastano due parole. Di sicuro non è “solo” uno sport.
La Pallavolo è qualcosa che, quando la incontri e scocca la scintilla, ti riempie la vita. È qualcosa che prende il tuo tempo e lo occupa nella misura in cui è grande la tua passione.
Il tempo è la variabile che caratterizza tutti gli aspetti della nostra vita. C’è il tempo per le necessità e quello per ilpiacere. Il tempo per quel che si “vuole” fare o che si “deve” fare. Tempo per sé stessi e tempo per gli altri.
Credo che in realtà il mio concetto di pallavolo vada ad abbracciare un po’ tutti questi aspetti nella mia vita da allenatore, che fu prima di giocatore.
Faccio pallavolo da più di trent’anni, in maniera più o meno continuativa, perché mi piace e voglio farlo. Allo stesso tempo “devo” farlo. Se non lo faccio sento che una parte di me non sta vivendo. È allo stesso tempo un piacere ed una necessità.
Faccio pallavolo per me e per chi con me vuole ogni giorno sfidare sé stesso/a, per mettersi alla prova, migliorare, soffrire, gioire, crescere, imparare, scoprire cose nuove e spostare in là i propri limiti. È una sfida quotidiana, dentro e fuori dalla palestra.
Quando inizia la carriera da allenatore poi, si scopre quanto il fattore “tempo” diventi determinante, impossibile da trascurare. È fondamentale ottimizzare tutto quel che fai, per fare in modo che ci sia più spazio/tempo possibile per la tua passione e perché questa dia il frutto sperato.
Cos’è quindi la pallavolo? È quella cosa che riempie spesso quasi ogni minuto “libero” della giornata che non viene dedicato alle necessità primarie (mangiare, dormire, ecc.) o alla famiglia, al lavoro e a tutti i doveri a cui si deve assolvere. È quella cosa che fa perdere il sonno le notti prima di una partita importante, che ovviamente si tiene a preparare in ogni dettaglio. È quella cosa che fa uscire arrabbiatissimi dalla palestra dopo l’allenamento, se ti rendi conto di non ha aver dato il massimo e che avresti potuto fare di più e dare di più a chi con te vive la palestra.
La pallavolo è quella cosa senza la quale oggi io non sarei quel che sono, nel bene e nel male.

PAOLO SCANDIUZZI

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