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Norvegia campione del mondo, Lunde nella storia della pallamano

La Norvegia si incorona Regina della 27^ edizione degli IHF World Women’s Handball Championship, sugellando record su record nel mondo della pallamano.

(foto © Rdosport & Marta Magni Images)

Battuta la Germania 23:20 (11:11) in una finale pazzesca alla Ahoy Arena di Rotterdam, tra parate incredibili e gol segnati oltre gli 80 km/h.

(foto © Rdosport & Marta Magni Images)

La cosa che ha colpito di più nell’ultima giornata di manifestazione è stata l’assoluta sportività tra le atlete. Donne orgogliose di rappresentare la propria nazione, quali Francia (terza), Germania e Norvegia, e del risultato raggiunto.

Medaglia di bronzo per la Francia (foto © Rdosport & Marta Magni Images)

Non importa che questo fosse il questo terzo, secondo o primo posto: tutte le atlete erano sorridenti e senza alcuna ostilità nei confronti delle altre, ma solo strette di mano e felicità.

LA NORVEGIA NELLA STORIA

Quinto titolo su 10 finali disputate per la Norvegia e primo posto per l’efficienza in attacco, arrivata al 61,7% vertiginosamente vicina ai livelli della pallamano maschile, in cui la Danimarca campione del mondo converte circa due attacchi su tre. Le nord europee si attestano come nazione più vincente nella storia dell’handball in rosa.

Lunde alza la coppa. La Norvegia torna sul tetto del mondo (foto © Rdosport & Marta Magni Images)

Scesa in campo per l’ultima volta in maglia nazionale la pallamanista più vincente di sempre: Katrine Lunde, 45 anni compiuti a marzo, classe e titoli da vendere, che ha così potuto letteralmente coronare una carriera clamorosa.

(foto © Rdosport & Marta Magni Images)

Detentrice di numerosi record, tipo quello di maggior numero di medaglie d’oro conquistate (13 per la precisione in 22 anni), il maggior numero di presenze sia nei principali tornei internazionali sia nella Norvegia, nonché il titolo di giocatrice più anziana nella propria nazionale.

Parata! (foto © Rdosport & Marta Magni Images)

Lunde è stata inoltre incoronata miglior portiere della manifestazione, con 14 parate nella sola finale. Le compagne hanno tentato infatti di farle toccare il cielo con un dito al termine della partita.

(foto © Rdosport & Marta Magni Images)

Non solo lei però: nell’All-Star Team della competizione altre due norvegesi, come Henny Reistad, capocannoniera del mondiale con 55 reti e l’ala destra Emilie Hovden.

MVP deimondiali e capitano della Norvegia, Henny Reistad (foto © Rdosport & Marta Magni Images)

MEDAGLIA (DOPPIA) ANCHE PER LA GERMANIA

Nonostante la sconfitta, c’è stata felicità e non disperazione anche nelle fila della Germania, alla prima finale dopo ben 32 anni (ultimo oro 1993).

Germania, medaglia d’argento a Rotterdam (foto © Rdosport & Marta Magni Images)

Le tedesche, guidate dal miglior terzino sinistro della manifestazione Emily Vogel, hanno comunque aggiunto una medaglia storica nel proprio palmares.

La miglior giovane del mondiale (foto © Rdosport & Marta Magni Images)

Oltre al clamoroso doppio titolo di Miglior Giovane LIDL (premio dedicato ai talenti emergenti nella pallamano mondiale femminile e maschile) andato per il secondo anno consecutivo a Viola Leuchter, fresca ventunenne, la quale ha concluso la competizione con 28 gol su 55 tentativi (51% di efficienza al tiro di cui un 49% dai 9 metri).

(foto © Rdosport & Marta Magni Images)

LA VITTORIA DELLA SPORTIVITÀ

Una disciplina che al femminile ha elettrizzato tutti, con il record raggiunto infatti di 354.029 spettatori negli stadi prima dell’ultima giornata di gare. E come non poteva essere altrimenti?

Il trofeo mondiale femminile (foto © Rdosport & Marta Magni Images)

Una finalina clamorosa arrivata ai supplementari grazie al pareggio, negli ultimi 5 secondi da aprte dell’Olanda, sconfitta poi di due reti (33-31) dalla Francia.

(foto © Rdosport & Marta Magni Images)

A cui ha fatto seguito una finale combattuta alla pari fino all’ultimo, in una cornice che ha visto sugli spalti anziani e piccini, ed in campo una sportività veramente di massimo livello.

(foto © Rdosport & Marta Magni Images)

Un’emozione che rimane scolpita nella storia dell’handball, vissuta a Rotterdam.

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