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La Verde Isola di Simone Marini

Una stagione da montagne russe quella della Verde Isola. Dopo aver vissuto due stagioni nel campionato di promozione, la nave è tornata in porto. C’era bisogno di un nuovo comandante e di tanti nuovi marinai. A cinque giornate dal termine abbiamo fatto una chiacchierata con l’allenatore della squadra, Simone Marini.

Primo piano di Simone Marini, allenatore della Verde Isola stagione 2024-25 (foto © Rdosport & Marta Magni Images)

Appuntamento un’ora prima dell’allenamento del martedì per un caffè, Simone è in arrivo con il traghetto delle ore 14.15 in compagnia di capitan Fabio Puggioni. Insieme hanno iniziato questa avventura a fine estate. Quattro volte a settimana in viaggio da Cagliari a Carloforte. A respirare l’aria più rilassata dell’Isola di San Pietro. Il bello di far parte di un ambiente sano dove l’aspetto umano è ancora centrale. Un luogo dove c’è tutto per creare l‘ambiente ideale dove vivere la vita, lo sport il calcio. “L’amicizia con Fabio ed il presidente Giuseppe Buzzo mi hanno spinto a vivere questa avventura.”

Simone Marini insieme al presidente Giuseppe Buzzo (foto © Rdosport & Marta Magni Images)

Dal professionismo vissuto come giocatore, Simone si trova praticamente per la prima volta ad allenare un club in prima categoria.

“A parte una breve parentesi in Sicilia, quella della Verde Isola è senz’altro la mia prima vera esperienza in panchina. Tutto è nato un po’ per casoracconta MariniSono tornato a vivere in Sardegna nella mia Cagliari dopo diverso tempo ed ecco presentarsi quest’opportunità. Avevo messo in un angolo il mondo del calcio, quantomeno quello professionistico, diventato davvero troppo esasperato. Ma mi è sempre piaciuto vivere con lo sport e apprezzo molto l’idea del calcio come mezzo per conoscere tante gente.”

Marini osserva gli undici in campo (foto © Rdosport & Marta Magni Images)

Marini a 15 anni giocava già nel campionato in Eccellenza, a 17 si è trovato a fare le valigie alla volta del Continente, uno dei pochi a partire, a quei tempi, in Sardegna. “Stiamo parlando della fine degli anni ’90, altri tempi davvero. Giocavo ancora con la Primavera – racconta Simone – quando il Siena mi ha cercato e fortemente voluto. Mi allenavo con la prima squadra in serie B e nel mentre ho disputato il mio campionato giovanile, diventandone anche il capo cannoniere.”

In azione durante un allenamento (foto © Rdosport & Marta Magni Images)

C’è anche capitan Puggioni insieme a Marini a bere un caffè e ricordare che “Simone ha giocato davvero in tante piazze importanti come quelle del napoletano di Benevento e Juve Stabia in serie C.” 

“I tempi sono cambiati, c’era più passione rispetto al giorno d’oggi.”  Lo riconoscono sia Fabio che Simone, il quale ammette “Mi sono allontanato dal calcio professionista proprio perché un po’ nauseato da alcuni meccanismi. L’amicizia è un valore ad esempio difficile da trovare nel calcio che conta.”

Simone Marini insieme all’argentino Sartorio (foto © Rdosport & Marta Magni Images)

A Carloforte tutto acquista invece un altro sapore. “Il  primo obiettivo dichiarato è stato quello di lavorare sui valori umani, sulla crescita del gruppo.”

Con qualche handicap però da superare. La squadra è stata realizzata strada facendo tra mille peripezie. Verde Isola come un porto di mare con ragazzi che sono arrivati anche da oltre Oceano e che dopo solo un mese, magari, se ne sono anche ripartiti. Un gruppo costruito in poco tempo, formato da giocatori che non si conoscevano, chiamati a disputare un campionato complicato.” 

La Verde Isola gioca a Ruinas. (foto © Rdosport & Marta Magni Images)

Quanto si soffre a stare in panchina? “A volte decisamente tanto, anche perché abbiamo dimostrato di essere bravi a farci male da soli. Siamo stati capaci di vincere contro avversari più preparati di noi, ma al tempo stesso anche di perdere partite quasi impossibili da perdere.”

Non sempre tutto va per il verso giusto! (foto © Rdosport & Marta Magni Images)

Simone Marini continua a raccontare la sua stagione alla Verde Isola. “Giocare a Carloforte a volte è davvero impegnativo, soprattutto per la gente che non ci abita (proprio per il tempo che ci si impiega per arrivarci, ndr). È una sfida nella sfida. Riconosco comunque che avremmo potuto fare molto di più. Abbiamo perso o pareggiato diverse partite cruciali, che se vinte invece ci avrebbero permesso di disputare un campionato decisamente di alta classifica.”

(foto © Rdosport & Marta Magni Images)

Tra queste risaltano quella persa sul campo della capolista Samugheo, gli ultimi due pareggi contro Villamar e Santadi, la sconfitta addirittura 3-0 in casa contro il Freccia Parte Montis, avversario di questo fine settimana.  

“Ci è mancata la continuità di rendimento. In parte è normale sia così, dal momento che non si riesce ad allenarsi costantemente con un numero adeguato di ragazzi. Siamo stati spesso in emergenza, alla ricerca di collegare tutti i pezzi.” 

L’allenatore della Verde Isola, Simone Marini, impegnato in allenamento insieme ai suoi ragazzi (foto © Rdosport & Marta Magni Images)

Il mister si è anche messo le scarpette non solo durante gli allenamenti ma anche in campionato, entrando ad esempio negli ultimi minuti contro il Villamar. “Un’apparizione che ci tengo a sottolineare isolata. Non so come faccia Fabio ad avere ancora tanta voglia di giocare alla sua età. Gli faccio davvero tanti complimenti per come è riuscito ad esprimersi in questa stagione. Ero consapevole delle difficoltà che avremo potuto affrontare; certo, viverle quotidianamente è diverso.” 

Il capitano Fabio Puggioni. (foto © Rdosport & Marta Magni Images)

C’è un unico vero rammarico espresso dal mister: “se questo gruppo avesse incominciato a lavorare insieme fin dalla prima seduta di allenamento ad inizio stagione, sono convinto avremo potuto lottare per le prime posizioni.”

Foto di gruppo per la Verde Isola (foto © Rdosport & Marta Magni Images)

La Verde Isola occupa attualmente il settimo posto a quota 40. In testa il Samugheo continua a fare campionato a sé con 57 punti, nove in più del Gialeto. Terzi Gonnosfanadiga e Arbus con 47, a 45 il Freccia Parte Montis e a 42 il Perdaxius. Ci sono ancora 15 punti in palio.
“C’è ancora spazio per per arrivare subito dopo le prime, che sarebbe la nostra dimensione più corretta per quello che abbiamo fatto. Un obiettivo che resta importante da raggiungere, ce la metteremo tutta per chiudere in modo onorevole questo campionato.”

(foto © Rdosport & Marta Magni Images)

E l’anno prossimo? “Ancora troppo presto, i conti si fanno sempre alla fine, ma in ogni caso devo ammettere che personalmente non ho l’aspirazione di percorrere una carriera importante da allenatore. La mia vita negli ultimi anni è cambiata molto grazie soprattutto alla fede che ho acquisito come cristiano. Il vivere quotidiano va sempre inquadrato in un disegno più ampio. Trovare quella dimensione che ti faccia acquisire una visione più completa alla tua esistenza.” 

Il mister Simone Marini esce dal campo con le scarpette in mano (foto © Rdosport & Marta Magni Images)

Ma intanto c’è ancora poco più di un mese per dare un senso a questo  campionato. “Pensiamo partita dopo partita ad incominciare da fare bene domenica in trasferta sul campo del Freccia Parte Montis.”

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