Andrea Zorzi e la magnifica imperfezione del volley
Andrea Zorzi è uno dei più grandi pallavolisti di tutti i tempi, conosciuto in tutto il mondo con l’appellativo di Zorro. Veneziano di Noale, colonna della Santal Parma e poi di Gonzaga Milano, Sisley Treviso e Lube Macerata, in Nazionale è stato campione del mondo nel ruolo di opposto a Rio de Janiero nel 1990 e poi nel 1994 ad Atene. Nel 2024 è stato inserito nella hall of Fame del volley mondiale, dove ci sono anche Andrea Gardini, Andrea Giani, Lorenzo Bernardi e Samuele Papi.

Andrea Zorezi nelle sue vesti di attore narratore della storia della Pallavolo (foto © Rdosport & Marta Magni Images)
Per chi ha vissuto quei tempi della pallavolo, Zorro rappresenta un vero e proprio mito e riscoprirlo anche nelle vesti di attore è davvero una grande emozione. Ci troviamo a Firenze in occasione della prima edizione del ‘B Connect’, organizzato dalla Federazione per le squadre di Serie A3 e B1, in rappresentanza della Pallavolo Capo d’Orso Palau. Dopo ore di formazione in loco, ecco lo spettacolo “La Magnifica imperfezione. Giro del mondo su una palla in volo” in compagnia dell’attrice Beatrice Visibili e, appunto, Andrea Zorzi.

Beatrice Visibili accompagna e supporta Andrea Zorzi nelle sue avventure teatrali (foto © Rdosport & Marta Magni Images)
Un appuntamento assolutamente da non perdere. Dopo 26 anni da quel mondiale, il primo vinto dall’Italia nel 1990, c’è l’occasione di riempire lo spazio bianco dedicato all’autografo del numero 11 della Nazionale nel libro ‘I Campioni siamo noi’ scritto a quattro mani da Julio Velasco e Leo Turrini.

Il movimento della schiacciata (foto © Rdosport & Marta Magni Images)
Zorzi sorride e prende subito una penna in mano. “Bèh sì, questo spazio non può rimanere bianco. Da quando non gioco più (il ché equivale ormai a quasi 30 anni, dal momento che Andrea smise relativamente presto, a 33 anni, ndr) non ci scrivo più il numero della mia maglia, ma inserisco il ‘dec’ con scritto Italia.” (#Italia)

Un autografo speciale dopo 26 anni (foto © Rdosport & Marta Magni Images)
Zorro è una pietra miliare dello sport italiano ed è rimasto nel mondo del volley ricoprendo altri ruoli, su tutti quello di giornalista. “Prima per la Rai e poi per Sky. Di certo non avrei potuto fare l’allenatore – ammette un sorridente e disteso Andrea -, non ho la forza di restare tutti i giorni in palestra quanto necessario. Ma mi piace tantissimo raccontare la pallavolo. L’esperienza in teatro per me è qualcosa di davvero molto bello ed intenso. Ancor più dal momento che al centro c’è proprio il volley.”

Il termine bagher deriva dal tedesco baggern, scavare, o dal ceco bagr, ruspa. (foto © Rdosport & Marta Magni Images)
‘La leggenda del pallavolista volante’ è stato lo spettacolo che ha segnato l’esordio del campione del mondo in teatro, insieme alla bravissima Visibelli che tuttora affianca Zorzi. A cui ha fatto seguito “La magnifica imperfezione”, che traccia la storia di questo sport dalle sue origini ai nostri giorni con tutti i successi azzurri in primo piano.

L’espressività di Beatrice Visibili (foto © Rdosport & Marta Magni Images)
“Sono due spettacoli apprezzati dagli sportivi, ma anche da chi non ne sa nulla e che sente raccontare una storia bella e anche in qualche modo drammatica.” Le storie raccontate dall’ex azzurro appassionano davvero tutti. Narrano di fatti alternati a vicende personali, con spazio agli amici di Zorro, su tutti Roberto Masciarelli, uno dei campioni del mondo della spedizione brasiliana.
“Roberto ha avuto una grande rilevanza nella mia vita. È uno dei miei migliori amici ed oltretutto una persona molto più simpatica di me. Io riconosco essere a volte un po’ noioso, mentre ‘Mascia’ ha sempre avuto la capacità di essere super simpatico ed è bello dare spazio anche a lui in questo spettacolo.” Il cui titolo colpisce immediatamente.
L’ORO MANCATO ALLE OLIMPIADI
Si parla di imperfezione, ma nella tua generazione, quella dei fenomeni, si può considerare tale il non essere riusciti a vincere la medaglia d’oro alle Olimpiadi?
A Zorzi scappa inizialmente accennare ad un sì, ma si ferma: non è del tutto convinto. Si rende così necessaria una spiegazione dettagliata. “Fino quando sei atleta sei abituato a dividere il mondo tra vincenti e perdenti. Le tue energie sono tutte dedicate a cercare di vincere. Quando però smetti e passa qualche anno, lamentarsi di un argento olimpico sarebbe quasi maleducato, direi. Certo, a noi resterà per sempre il dispiacere per quell’oro mancato, ma c’è qualcosa che va oltre al vincere e perdere nella vita di uno sportivo.”

(foto © Rdosport & Marta Magni Images)
Il pubblico di questo spettacolo a Firenze è esclusivamente formato da addetti ai lavori, alcuni infatti hanno visto la rappresentazione anche più di una volta ma Zorro, accompagnato da una professionista come Visibili, riesce sempre a coinvolgere la platea.

Il racconto dei viaggi dei pallavolisti azzurri stipati in spazi stretti (foto © Rdosport & Marta Magni Images)
“Questa sera abbiamo messo in scena una versione ridotta. Normalmente c’è anche una parte finale in cui racconto del rischio che lo sport contemporaneo corre, ossia quello di diventare complice di una deriva individualista. Si parla molto dei singoli anche negli sport di squadra. Vi è sempre più una richiesta di performance ad ogni costo. La comunicazione ha bisogno di eroi vincenti, quasi a tutti i costi e peraltro li cambia pure di continuo. Vedi ad esempio nel tennis Sinner, lo sportivo più seguito ora in Italia, che passa da eroe a fallito in un batter d’occhio: basta perdere una singola partita.”

Lo spettacolo è finito. Solo sorrisi ed applausi per Zorzi e Visibili (foto © Rdosport & Marta Magni Images)
Forse è da cambiare proprio il modello, non è da considerare bravo solo chi vince, ma anche chi si impegna senza raggiungere il successo.
“I giovani d’oggi sono sottoposti ad una pressione tossica; sei bravo solo se vinci altrimenti diventi solo un perdente. Ma – conclude Andrea Zorzi – nello sport ci sono delle regole da seguire. Va rispettato. Fai del tuo meglio per cercare di vincere, ti arrabbi se perdi ma la vita non è un gioco a somma zero.”

Zorzi pronto a consegnare le coppe ai vincitori della passata stagione del volley di serie B (foto © Rdosport & Marta Magni Images)
Dopo lo spettacolo c’è il tempo per la consegna delle coppe alle squadre vincenti della passata stagione. “Nella stanza dello sport le medaglie si danno a chi vince, si devono rispettare delle regole – conclude l’attore campione del mondo -. Attenzione però che la vita è un’altra cosa. Bisogna in parte relativizzare l’importanza dello sport, che non è una metafora della vita in assoluto, ma semplicemente un bel pezzo della nostra vita.”