Leoni Kunz, un’americana a Palau
Un’americana a Palau. Leoni Kunz è la prima giocatrice straniera nella storia della Pallavolo Capo D’Orso. 24 anni compiuti il 13 gennaio, ruolo schiacciatrice dalla zona 4, ma non solo.

Leoni Kunz con la maglia degli Stony Brook Seawolves (State University of New York)
Un volo diretto New York-Olbia segna l’inizio di una nuova avventura. La presidente Angelica Frediani è andata personalmente ad accoglierla in aeroporto. Le prime chiacchierate rigorosamente in inglese, dal momento che non conosce proprio l’ italiano. I suoi genitori, Brigitte e Christian, sono originari di Austria e Liechtenstein, motivo per cui Leoni parla fluentemente anche il tedesco.
IN NAZIONALE CON IL LIECHTENSTEIN
Dal giocare nei college americani fino a vestire la maglia della nazionale del suo paese, Kunz ha avuto modo di farsi molta esperienza.
“È stato molto emozionante rappresentare il paese dei miei genitori.” Un’esperienza che risale al 2019 ad una competizione internazionale contro Lussemburgo e Andorra. “Niente a che vedere con le tre olimpiadi di mio zio Stephan nello sci di fondo.” (94, 98 e 2002).

18O cm di altezza ed una grande elevazione. Qui Leoni Kunz sta confezionando un delizioso pallonetto
Ed è cosi che nel roster della pallavolo Capo d’Orso ci sono ben due ragazze con parenti olimpionici, dopo Aurora Tomasi, con il papà atleta olimpionico nel salto con gli sci.
Nella famiglia di Leoni c’è anche un fratello maggiore, Florentin, che ha cercato di emulare, praticando tutti gli sport che provava lui: basket, nuoto, pattinaggio artistico, calcio, ginnastica, corsa campestre, atletica leggera e persino hockey su ghiaccio. Insomma tutto tranne la pallavolo che divenne la sua prima opzione a 13 anni.
IN SERIE A IN SVIZZERA
Nella passata stagione ha giocato con il Volley Taggenburg nel campionato svizzero per poi ritornare in estate nel suo ranch nel Tennessee. “Ho scelto di venire a giocare in Italia, e in particolare in Sardegna, per continuare la mia esperienza in Europa. Ho sempre pensato che sarebbe stato molto interessante e bellissimo giocare in Italia. Volevo anche vivere in un posto dove potessi godermi la vita di tutti i giorni anche al di fuori della pallavolo. La Sardegna è un vero paradiso, quindi come potevo dire di no?”

E cosí mentre a Palau stavano studiando i video di Leoni, la sua elevazione le sue scelte tattiche in attacco, lei a sua volta si è guardata i video di alcune partite del sestetto palaese. “Giusto per farmi una prima idea del livello, credo che il mio stile di gioco e il mio livello potessero adattarsi bene a quello che ho visto. Dopo aver fatto alcune domande e aver parlato con Antonella, il direttore sportivo la decisione è diventata molto semplice.”

Leoni Kunz in attacco in un match della passata stagione in Svizzera
Lo sport e la natura sono sempre stati molto importanti nella vita di questa ragazza. “Sono nata a Buffalo (stato di New York) e cresciuta a Knoxville in Tennessee, circondata da laghi e montagne. Poi ho frequentato l’università a New York. Amo moltissimo l’acqua e soprattutto nuotare. Quando ho saputo che la preparazione si sarebbe svolta anche in spiaggia, ero super entusiasta. È stata sicuramente un’altra cosa che mi ha fatto venire ancora più voglia di venire qui. Sono molto curiosa e non vedo l’ora di scoprire cosa faremo durante la preparazione.”
Una ragazza decisamente semplice “Per me avere un’ambiente familiare all’interno di una società è importante. Sono stata fortunata a trovare ciò crescendo nel mio club di pallavolo a Knoxville. Tutte le ragazze, dagli 11 ai 18 anni, si allenavano insieme nello stesso palazzetto e sembrava davvero di far parte di un’unica grande famiglia. Poi all’università ho avuto un’esperienza fantastica. I miei allenatori e le mie compagne di squadra sono diventati veramente come una famiglia, non solo in campo. Sapevo che mi avrebbero sostenuta in qualsiasi situazione. Penso che avere questo tipo di supporto dia a un’atleta una sicurezza e una fiducia completamente diverse. Sai di non essere mai sola. Quando Antonella mi ha detto che a Palau avrei trovato una grande famiglia, mi ha fatto pensare che questo fosse proprio il tipo di ambiente che stavo cercando.”

Leoni in ricezione
Il tutto confermato dalla prime battute con la presidentessa del club palese nel viaggio da Olbia a Palau. “Ho trovato molto facile entrare in sintonia con lei e ho apprezzato tantissimo l’impegno che ha messo per conoscermi, farmi vedere un po’ Palau e aiutarmi a sistemare le prime cose. Ho capito subito di essere in buone mani e di avere il supporto della società.”

Si scherza in palestra durante gli allenamenti. Antonella qui insieme alla sorella Angelica (foto © Rdosport & Marta Magni Images)
Kunz è la prima dei nuovi ‘acquisti’ ad arrivare in Gallura. “Ho ancora il fuso orario da recuperare, ma c’è tutto il tempo per farmi trovare pronta per la data di inizio della preparazione. Il viaggio dal Tennessee a New York e poi fino ad Olbia è andato bene. Avrei dovuto volare a New York per la verità qualche giorno prima, ma ho avuto alcuni voli cancellati. Alla fine sono riuscita comunque ad arrivare un giorno prima e avere la possibilità di rivedere alcune delle mie ex compagne di squadra e le mie migliori amiche dell’università a New York. Il volo per Olbia invece è stato molto semplice e veloce. È fantastico che ci sia un volo diretto.”

Il ponte di Brooklyn a New York (foto © Rdosport & Marta Magni Images)
Le ultime battute riguardano gli obiettivi della schiacciatrice americana.
“In questo momento il mio obiettivo principale è entrare in palestra, lavorare duramente insieme alle ragazze e cercare di dare il massimo ogni giorno. Voglio contribuire il più possibile alla squadra e competere tutte insieme al nostro massimo livello. Se lavoriamo bene e resteremo unite, i risultati arriveranno di conseguenza.

Sono davvero molto emozionata di conoscere tutte le mie compagne – conclude Leoni Kunz – e iniziare a lavorare e competere insieme. Sono anche molto felice di poter esplorare la Sardegna e scoprire tutte le sue bellezze. Al momento non parlo italiano, ma conto di impararlo il prima possibile.”
