Il Giappone avanza a Wimbledon con Osaka e Mochizuki
Friday – friyay! Il venerdì è una giornata che parte sempre con una marcia in più, in vista del weekend.
Le code sono leggermente più lunghe dei giorni scorsi, lo si capisce già dalle 9.
“We are opening the grounds. So stewards, please open the gates.” gracchia l’altoparlante nell’ufficio stampa. Gli avvisi generali risuonano ovunque. Alle 9:30 c’è l’avviso di rimozione dei mezzi di lavoro dalle arterie della venue, alle 9:55 c’è l’ultimo avviso agli addetti ai lavori per l’arrivo del pubblico.

La coda fuori da Wibledon
I campi laterali si colorano immediatamente e si riempiono di odore di crema solare, mentre quelli principali sono aperti alle visite dei più curiosi – o a chi il biglietto per entrarci non ce l’ha: con i match alle 13, le guardie della British Army permettono l’accesso infatti per uno sguardo all’erba dei Courts più prestigiosi.

foto d’archivio RDOSPORT 2018 – Court No. 1
Una bellissima occasione per tutti. “È stato incredibile!!! Siamo entrati sul centrale, che meraviglia!” qualcuno manda già messaggi euforici. E pensare che ancora devono essere aperti i primi tubi di palline!
Ci sono anche moltissimi “guests”, gli ospiti degli accreditati o degli sponsor o dei giocatori.
Qualcuno ne approfitta per portare in visita la mamma, prendendola per mano in ufficio stampa, chi degli amici con cui farsi delle grasse risate nei corridoi. L’aria è particolarmente gioiosa e rilassata.
IL VENERDÌ CON UNA MARCIA IN PIÙ DI OSAKA E SAFIULLIN
Ma a proposito di marcia in più del venerdì, si potrebbe dire lo stesso di Roman Safiullin e Naomi Osaka rispetto a Joao Fonseca e Daria Kasatkina. Il russo, già vincente su Rublev e Van De Zandschulp, non si fa intimidire dai riccioli del giovanotto che a Parigi ha spazzato via Djokovic. Lo liquida, anzi, lasciandogli solo 9 game (un triplo 6-3).

Naomi Osaka – New York – foto di Roberto Dell’Olivo
Naomi e il suo kimono invece lasciano alla povera Daria solo 4 giochi (6-1, 6-3) e almeno una decina di chilometri percorsi. Con quell’aria innocente e il cipollotto in testa, non sembrerebbe nemmeno in grado di tirar certe sassate, la mamma giapponese. Che si stia allenando per il lancio della ciabatta per accompagnare le sgridate alla figlia?
MOCHIZUKI FA AVANZARE IL GIAPPONE ANCHE NEL MASCHILE
Naomi poco dopo sarà in canotta griffata Lakers in onda con la BBC. Terminata l’intervista radio, eccola affacciarsi sul Court No. 18 dalla fantastica terrazza che sovrasta il Media Pavillon. Là sotto sta dando spettacolo il suo connazionale Mochizuki contro Jodar, in una serie di punti veramente da urlo. Il giapponese sembrava essersi infortunato, poi dare in escandescenza con il proprio box. Lo spagnolo però è più esasperato: quel 23enne dall’altra parte del net è letteralmente un muro e non può che andarci a sbattere contro. Naomi, armata di cellulare e non di ciabatta, filma il match point con un bel sorriso stampato in volto.

Una foto d’archivio di Naomi Osaka a Wimbledon – RDOsport
Sul centrale intanto un altro Arthur
Dopo il Fils di ieri, ecco Rinderknech contro Djokovic.
Il francese cala nel ruolo del tecnico del suono: testa infatti con il dito puntato sull’orecchio il pubblico londinese, facendo sì o no con la testa in base al tifo che riceve. Urla in risposta e Djokovic risponde con maggiori decibel. Le grida però non funzionano contro il serbo ed ecco che prova il tuffo su erba: polso a rischio e punto perso, forse non ne è valsa la pena. Djokovic alla fine ha la meglio sul transalpino.
“Un giocatore completo, altissimo e che ti intimorisce con il suo serve and volley, Rinderknech è davvero un osso duro. Percepire le voci dei miei figli tra il pubblico che facevano il massimo per tifare il loro ‘daddy’ mi ha dato una carica importante. Sono benedetto davvero ad averli sugli spalti, da così tanti anni, poi, sempre pronti a farsi sentire. È un’emozione unica. Ma ancora non so se ho passato il test più importante di oggi: devo ancora vedere mia figlia che deve darmi il giudizio sul balletto della vittoria…ma a vedere la sua espressione, penso che stavolta non sia andata bene!”

Il campione degli Australian Open 2020 posa con il trofeo insieme ai raccattapalle – foto di Roberto Dell’Olivo
ARRIVEDERCI DANIL, ARRIVEDERCI VENUS
Tra i big del torneo è Medvedev a dare i propri saluti. 7-6, 7-6, 7-5 contro il tedesco Struff, mentre nel femminile c’è il ritiro di Paolini ed Errani in doppio. Saluti a Wimbledon anche da parte dell’altro colosso femminile Venus Williams che, in coppia con il tedesco Krawietz, si arrende sul campo 14 nonostante una folta cornice di supporters solo per lei.

Venus Williams a Parma come a Wimbledon si allena vestita di bianco (©foto di Roberto Dell’Olivo – Parma 2021)
Le strade sono un fiume di persone quando Djokovic finisce in contemporanea a Sinner. Gli stadi si svuotano tra chi deve andare a riempire le borracce e chi ne approfitta per riempire invece il bicchiere griffato Wimbledon della Stella Artois. Lo shop ha una coda chilometrica, ma c’è coda anche per chi vuole scattarsi una foto con l’iconica statua di Fred Perry.

Le ombre del pubblico
Alle 18:00 però c’è un time out chiamato anche per giornalisti e fotografi. Tutti sono invitati a fare pausa ad un aperitivo offerto con una lattina di birra che segna uno strappo ad una delle regole principali del torneo (no alcool per i lavoratori!).
Insomma, che venerdì sarebbe senza neanche un momento di relax e un brindisi all’inizio del primo weekend dello Slam?