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FEDERER: ritornerò in ginocchio da TE…NNIS

di Antonio Garofalo

Passavano le settimane, i tornei venivano rinviati o annullati e il mondo si chiudeva in se stesso. E dal buon ritiro svizzero nessuna notizia, tranne qualche raro comunicato medico.
Poi piano piano tra una bolla, un Adria-Tour in salsa Covid e gli spalti deserti il gioco è ricominciato, ma a parte un’apparizione sui tetti liguri, di lui nessuna traccia e arrivederci al 2021.
Intanto il suo miglior nemico vinceva un altro Roland Garros e lui, da gran signore, applaudiva all’aggancio dei venti.
All’alba della nuova stagione, un nuovo rinvio. “Melbourne in isolamento, chiuso in camera, senza moglie e gemelli? Sto bene in Svizzera, divertitevi, tanto vince sempre lo stesso”. Raggiunto anche lì nelle settimane in vetta al ranking, stavolta senza tweet signorile.
Se l’attesa di Roger è essa stessa Roger,  tredici mesi sono decisamente troppi. Doha brinderà al nuovo avvento del Messia, con un ginocchio nuovo e il numero 4 che sta per fare capolino nella prima cifra dell’anagrafe.
Ma cosa potrà fare il “nuovo” Roger Federer? È lecito aspettarsi miracoli come nel come-back del 2017? In fondo, non interessa a nessuno.
Tutte le favole, anche le più belle del mondo, prima o poi finiscono, e quella di Roger è alle ultime pagine. Wimbledon, le Olimpiadi e poi chissà ma quel che conta è che Il Divino sia tornato a illuminare le scene, anche se per pochi attimi, per poche istantanee sulla promenade di un rosso tramonto.
Il tennis andrà avanti, Nadal vincerà altri Roland Garros, Djokovic macinerà altri record e Federer regalerà ancora qualche affresco. E poi chi vivrà vedrà.
In fondo, lo sappiamo, Roger ci vuole bene e questa lunga assenza ce l’ha donata per farci abituare a quello che sarà. In attesa di un suo ennesimo ritorno o di quello di un suo erede. Ci sono pur sempre due federerini e due federerine che qualcosa di geneticamente ineguagliabile lo portano nelle vene

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